Dove nacque Frà Dolcino


Prato Sesia - 39Mi piace passeggiare per la zona  più vecchia del paese di Prato Sesia. Via Garibaldi, Via della Libertà, Via Frà Dolcino e poi su fino alla Torre. Mi attira l’idea di osservare le vecchie case, le botteghe chiuse con le serrande arrugginite, i vecchi portoni restaurati o decadenti. Un paesino come tanti altri della zona, caratteristico e denso di storia.

Vi nacque Dolcino Tornielli, intorno al 1250. Frà Dolcino, l’eretico.
La storia vuole che fosse figlio di un prete spretato. Ebbe la possibilità di studiare perché la conoscenza del latino e delle sacre scritture era buona.

Nel 1290 entrò nel movimento degli apostolici. Essi vivevano di digiuni e preghiere in povertà assoluta, lavorando o chiedendo la carità, non praticavano il celibato, predicavano l’ubbidienza alle scritture e ai precetti evangelici. L’insegnamento che ne traevano era volto alla disobbedienza ai pontefici, alla predicazione dei laici, prevedevano un imminente castigo celeste dovuto alla corruzione dei costumi ecclesiastici. Prato Sesia - 21La loro dottrina scatenò l’ira della chiesa di Roma ed i dolciniani furono accusati di essere eretici.

Dolcino pensava che la storia della chiesa si dividesse in quattro epoche distinte. Predicava che fosse imminente l’avvento di un tempo finale che avrebbe determinato l’ordine e la pace dopo il regresso della chiesa del tempo.

L’accusa di eresia lo portò alla cattura e all’uccisione sul rogo nell’estate del 1307.

La storia di Dolcino non finisce qui ma è ancora viva e il conflitto tra sostenitori e detrattori è sempre aperto. Fatti, iniziative o avvenimenti, nati per ricordare Frà Dolcino, hanno sempre creato discordia tra chi cerca di opporsi e negare e chi vorrebbe tenerne viva la memoria.

Nel trecento gli inquisitori gridavano  “Maledetto fra Dolcino!”. Ancora oggi, questo anatema viene ribadito e lo spirito di Dolcino ritorna…



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  One thought on “Dove nacque Frà Dolcino

  1. 2 febbraio 2013 alle 07:38

    Il tono del tuo racconto ha un chè di romantico e la suggestione delle immagini é forte. Verrebbe voglia di fare un salti in quei luoghi, in quell’epoca. I Dolciniani sono stati portati alla conoscenza di molti da Il nome della rosa di Eco, sebbene l’omonimo film abbia avuto piú spettatori che il libro lettori. Molti ricordano Salvatote e il suo “penitenziagite”

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    • 4 febbraio 2013 alle 15:03

      Hai ragione, anche a me incuriosisce molto quel periodo storico! Ho letto il libro e l’ho preferito al film (come succede di solito…) e poi ogni tanto mi piace girovagare per la zona: tra i resti dei castelli, delle chiese, delle torri… hanno sempre un ché di romantico, curioso e sinistro! Mi ricordo “penitenziagite”!!!🙂
      Adesso vorrei leggermi questo libro “Fra Dolcino e gli Apostolici tra eresia, rivolta e roghi” http://www.ilgrido.org/Grido%20-%20letteratura/recensioni/fra_dolcino.htm

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