“Icons” di Steve McCurry

(Sulla mensola: i libri che ho o che vorrei…)


 

Sono stata di recente alla mostra di Steve McCurry e mi sono comprata il catalogo curato da Biba Giacchetti. Mi ero già comprata Icons di Elliott Erwitt (catalogo della mostra di Aosta della scorsa estate). Riportano le foto grandi, la qualità di stampa è buona e le conversazioni di Biba Giacchetti con i fotografi aiutano a capire i contesti e le modalità che hanno portato allo scatto. 

Copertina-McCurry-Icons--polaSteve McCurry ha selezionato con Biba Giacchetti le sue immagini più belle, più famose o verso le quali nutre un sentimento particolare legato al momento in cui le ha scattate. In questo catalogo, per la prima volta Steve McCurry racconta le sue icone una ad una, nel corso di una lunga chiacchierata con Biba Giacchetti, svelandone i retroscena. Flash appassionanti di storia del mondo, lunghi appostamenti in cerca dell’inquadratura perfetta, o incontri fortuiti che lasciano il segno nei suoi ritratti unici, a cominciare da Sharbat Gula, la piccola afgana,fino al nomade Kuchi, in testa al suo branco di cammelli, fermato per le strade di Srinagar in Kashmir. Orgoglioso di essere ritratto, il nomade Kuchi è stato eletto protagonista di questa copertina, simbolo della dignità e della fierezza umana che solo Steve McCurry sa raccontare.

La mostra è davvero stupenda e vale proprio la pena di spenderci una bella visita; prendere il tempo necessario e soffermarsi davanti ad alcune foto. Come al solito, i colori di McCurry entrano nell’anima, colpiscono e lasciano il segno. 

A mio parere, il curatore della mostra, Peter Bottazzi, ha colto il giusto percorso di lettura di questa moltitudine di immagini.
Circumnavigazioni (da camera), come ha chiamato il progetto, prevede una suddivisione in più parti della mostra: scoperta, vertigine, poesia, stupore, memoria.
Eccome come Peter Bottazzi presenta l’ideazione del suo percorso espositivo:

Steve McCurry. Viaggio intorno all’Uomo è una nuova tappa del percorso espositivo iniziato alcuni anni fa in Italia dal grande fotografo statunitense, testimone e interprete di migliaia di accadimenti del nostro tempo e in tutti i continenti, autore di una incredibile, poliedrica e affascinante galleria di immagini in cui si raccoglie la magia, la cultura, l’orrore e l’amore di cui l’uomo è capace. La mostra vuole raccontare in maniera originale i molteplici aspetti di un universo, l’uomo, che l’obbiettivo di McCurry ha saputo catturare nel corso degli anni. In ogni sua foto la presenza umana è protagonista assoluta, sia essa il soggetto dichiarato dello scatto o una presenza evocata o anche solo il punto di fuga di un paesaggio; sia essa causa o vittima di ciò che la circonda. L’uomo è allo stesso modo il protagonista dei “viaggi da camera” che ho pensato per questa mostra, creando per ogni stanza un diverso mondo e un modo diverso di dare voce al soggetto “uomo”. Lo spazio espositivo ha così deciso che qualcosa fuori dal comune doveva avere luogo… anzi luoghi: la scoperta, la vertigine, la poesia, lo stupore, la memoria. Ipotetica lista di stati d’animo, di parole incerte o inaspettate, probabilmente inadatte a preludere ad un senso compiuto, intenzionalmente non esaustive; perfette invece quali sottotitoli evocativi che alludono a disposizioni d’animo da far proprie in modo insindacabile per approdare in ogni angolo della mostra. Parole chiave racchiuse in queste stanze delle meraviglie, adatte a descrivere e contenere centinaia di stimoli, emozioni e racconti che sono stati selezionati, scelti, filtrati e infine accostati.  All’uomo, riprodotto in più di 200 scatti, ho voluto affiancare l’altra indispensabile presenza, senza la quale ogni sforzo è vano: il viaggiatore/visitatore. Per lui ho creato 5 luoghi in cui perdersi, irreali e stranianti, tanto particolari da produrre un totale coinvolgimento spaziale ed emotivo in cui venire immersi, per poter quindi esperire con animo nuovo l’altro, la sua immagine riflessa. Per assistere, o meglio percorrere una serie di non luoghi, più o meno immateriali, mai semplici supporti di immagini meravigliose e indimenticabili; in cui cogliere ogni singolo sguardo o piega di un velo nel vento, quasi all’unisono con chi ne è protagonista/vittima, divenendo compartecipe oltre che testimone più che occasionale. Steve McCurry è il fotografo che è diventato grazie alla sua capacità di restare ore in paziente stravolgente attesa, sempre in grado di catturare l’adesso, il qui e ora. E questo suo amore lo vuole e lo deve mostrare, condividere con noi. La sua fotografia mal si accorda alla marginale e periferica, quanto classica, posizione a parete; non è e non può essere sfondo, finestra o peggio scomoda presenza da evitare. La parete non fa che neutralizzare la potenza del suo sguardo e la nostra percezione. Ho lavorato sulla percezione dello spazio anche tra le immagini, che non è mai possibile equiparare ad una pausa, ma piuttosto ad un sottovoce, ad un sussurro, spesso ad un silenzio tridimensionale. Ho voluto giocare con i sensi e la percezione umana perché di uomo qui si parla e da uomini questi luoghi sono percorsi, così come ho cercato di fare in modo che tra i due soggetti si creassero delle reazioni/relazioni, sempre attive, mai comode o di circostanza, anche attraverso l’uso delle luci e dei materiali, oltre ad alcuni trucchi da improbabile artigiano delle emozioni quale mi considero. Mi auguro davvero che questo periplo intorno all’uomo possa divenire un’altro momento importante per apprezzare la visione artistica di Steve McCurry e per farci riscoprire, o ricordare sempre più, quali soggetti particolari e quali mondi speciali noi tutti indistintamente siamo. (Peter Bottazzi)

Per tutte le informazioni sulla mostra ecco il link alla locandina: “Steve McCurry. Viaggio intorno all’Uomo“.

Non ho resistito… ho fatto “qualche” foto con la Hipstamatic!

 

 

 

  One thought on ““Icons” di Steve McCurry

  1. 21 gennaio 2013 alle 22:16

    Vedere le sue foto in mostra é un’esperienza unica.

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    • 22 gennaio 2013 alle 08:41

      Si! I colori lasciano a bocca aperta… ma anche le espressioni, i volti, i momenti… bello bello!!!

      Mi piace

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