La bicicletta

Muoversi è commuoversi: tutto ciò che viaggia cambia, perché se la strada trasporta le merci e gli uomini, li trasforma anche in messaggi. Arcaica ricchezza sotterranea, fatta di petrolio o di carbone, la strada ci unisce e ci fa uscire dall’oblio.
Se ogni tanto si crede di prendere, fare o tenere la strada, il viaggiatore sa che una strada può essere buona senza essere quella giusta: errare è precisamente essere nell’errore, commettere un passo falso, prendere la strada sbagliata.
“Quando arriverai alla biforcazione, sceglila” dice lo yogi Berda. Cosi, a ogni frontiera, io cambio muta come un serpente: la strada mi manda fuori strada, il rilievo mi fa sobbalzare, l’Oriente mi orienterà?
La strada è quella matrice che lega il viaggiatore alla vita, come la corda lega il marinaio o l’alpinista. Perché, come niente fosse, anche se si va alla deriva, a forza di gravità si pensa innanzitutto con i propri piedi, il bilanciere del nostro emisfero umano e planetario. Attraverso la via della terra, la voce della terra. La strada vi porta sempre verso gli uomini e qualche volta verso gli dei.  […] Ma non si va mai abbastanza lontano e non (ci) si incontra mai cosi tanto se non quando si va lentamente e mossi dalle proprie forze.

da “Lo zen e l’arte di andare in bicicletta” di Claude Marthaler
Apparso anche sul blog di Ediciclo Editore “Andamento lento”  (Leggetelo!)


 

La bicicletta

Lens: John S
Film: Blanko
Flash: off

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: