“Lascia un caffè pagato”


La banda degli onestiOgni mattina, ore 10.00 spaccate, ognuno arriva con la sua cialda in mano e ci si trova per il caffettino davanti alla macchinetta in corridoio. Si fanno due parole, due battute, un quarto d’ora di pausa. Bevendo il mio caffè caldo, ho letto che Confida, l’associazione nazionale della distribuzione automatica, ha annunciato un rincaro di 15 – 20 centesimi sul caffè al distributore.

Questo è dovuto al rincaro delle materie prime come zucchero, latte, cacao, caffè, plastica per bicchieri e palette, carburanti. Chissà se questo porterà ad un cambiamento di abitudini: per 15 – 20 centesimi in più, in effetti a pensarci bene, preferisco uscire un salto ed andare al bar dell’angolo e gustarmi un caffè come si deve! …visto che quelli dei distributori lasciano pure molto a desiderare…!

E pensare che solo il 24 e 25 Febbraio si è svolto un convegno a Palazzo Marini (Camera dei Deputati) dal titolo “Vending Responsabile per un’Alimentazione Consapevole”. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Culturale “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” con la presenza del Ministro della Salute, Prof. Ferruccio Fazio. In un articolo che presentava l’evento c’era questo passaggio:


Chicchi Caffè-polaIl Segretario Nazionale dell’Associazione, Claudio Giustozzi, evidenzierà, nel suo intervento “Lascia un caffè pagato”, il ruolo centrale che possono assumere i distributori automatici nella diffusione di messaggi di sensibilizzazione e solidarietà sociale: “L’usanza napoletana di lasciare un caffè pagato per chi non se lo poteva permettere era un gesto semplice e quotidiano di sensibilità verso i problemi del prossimo. Ci piacerebbe riportarlo metaforicamente in auge in tutta Italia usando un veicolo di comunicazione nuovo, quello dei distributori automatici, che per diffusione e capillarità raggiunge un elevato numero di persone. Il nostro obiettivo, supportati dai fornitori dei distributori stessi, sarà quello di organizzare una serie di iniziative sociali la cui eco venga diffusa anche tramite le macchinette. Prima fra tutte, chiederemo alle imprese fornitrici, con l’appoggio di Confida, la possibilità di averne alcune a disposizione durante i nostri eventi. Il ricavato sarà interamente devoluto alla realizzazione di progetti sociali”.


Bicchierino caffè-pola.

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Ci saranno ancora i capannelli di gente davanti alle macchinette? Ci sarà diffusione di messaggi di sensibilizzazione e solidarietà sociale? O bisognerà far due passi fino al bar dell’angolo?

Post scriptum: in caso di solitudine in pausa caffè, ispiratevi un po’ con il blog del mio amico Bill, che adora il caffè, la fotografia e i viaggi! Sarà un momento conviviale virtuale con qualcuno che certamente un buon caffè se lo fa volentieri! “light rhythms – about photography, inspired by coffee

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  One thought on ““Lascia un caffè pagato”

  1. Silvì
    9 marzo 2011 alle 21:43

    ho letto con interesse. Grazie.

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  2. 10 marzo 2011 alle 08:19

    Grazie a te 🙂

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