Le “mostre impossibili”: Caravaggio

“Caravaggio”  l’ho visto in carne ed ossa!


 

medusa-caravaggio mostre impossibiliVenerdì 7 gennaio 2011, una giornata uggiosa e umida, con quella pioggerella finissima che riesce a renderti fradicio in pochi minuti… ma chissenefrega, ore 9.00 partenza per Milano, Caravaggio ci attende!
La mia amica Veronica ed io, non ci aspettiamo sicuramente una giornata all’insegna del rischio e del pericolo. Partiamo allegre e, a pochi metri dal parcheggio di Lampugnano, una “sciura” un po’ attempata e chiaramente pazza tenta di intimidirci inchiodando la Uno Bianca in mezzo alla strada e iniziando a sbraitare che ci avrebbe “fatto una faccia così“.
A volte c’è gente proprio strana! Forse lo stress, lo smog, la vita moderna tendono proprio ad ossidare i neuroni.
La nostra vera paura è di venir travolte dall’onda di auto che si immettono veloci alla nostra destra, mentre noi siamo bloccate, in mezzo alla corsia, dalla splafonata. Fortunatamente, con un balzo felino della mia Yaris, entriamo nel parcheggio.
Oh mamma, quante macchine!!!  Certo, noi che siamo perfette donnine da saldi, lo sappiamo benissimo che sono iniziati e la gente si ammassa nei negozi per accaparrarsi il meglio. Lo sappiamo benissimo, eh.
Infatti, ecco il rischio numero 2: la fiumana di gente che cammina in senso opposto al nostro e tenta di appiccicarci al suolo, nessuno si cura di noi e rischiamo di finire in qualche negozio senza nemmeno batter ciglio. Bello passeggiare sotto i portici, ah si…
Quando il rischio sembra diventare troppo alto, ci salva la vita un baretto che fa angolo e c’è pure un tavolino libero! Iniziamo con il caffè, poi due parole, e poi il pranzo! Solo il pensiero di tornare fuori a lottare ci devasta; ma manca poco al Palazzo della Ragione, ce la possiamo fare. Dopo 3/4 d’ora d’attesa per il bagno torniamo in “pista” e finalmente raggiungiamo l’entrata.

mostre impossibili La buona ventura-caravaggio-polaC’è un bel portico ma la gente se ne sta in coda sotto la pioggia. Perché?
Ecco che appare “bodyguard”, cattivissima. Non avremmo potuto soprannominarla in altro modo, la donnina alta un metro e un’aspirina che controlla l’entrata della mostra! Il capello biondo tinto e l’occhio da pesce le conferiscono un aspetto molto temibile.
Fortunatamente è priva di armi, altrimenti due o tre colpi nelle travi del soffitto sarebbero certamente partiti. Alla domanda: “-Scusi, visto che piove, è possibile ripararsi sotto il portico?-” si è scatenata in un cazziatone furibondo perché Lei deve  mantenere l’ordine per garantire la sicurezza! Eh, echecacchio!!!
Il tempo di attesa si aggira attorno ai 20/30 minuti in quanto le visite sono guidate e si deve aspettare che escano i gruppi entrati precedentemente.
Penso che nel momento in cui si decide una location per un evento del genere, ben sapendo che c’è un’attesa di questo tipo, è necessario prevedere una copertura o mettere a disposizione un luogo riparato.
Comunque, per non correre il pericolo di prendere botte da “Bodyguard”, il nostro gruppetto rimane compatto e irriducibile sotto la pioggia. Alla fine diventa pure divertente: davanti a noi ci sono due fidanzatini, intellettuali dallo sguardo molto tardo, che sfoggiano l’intera collezione autunno/inverno di sei o sette stilisti. Leggono. Lì in piedi sotto la pioggia è molto romantico, le pagine si increspano. Allora si baciano. Poi scrivono un messaggio alla mamma di lui per raccontare della gita a Milano. Lei detta, lui scrive: due teste sono meglio di una. Si annoiano, aprono l’ombrello, lo ficcano nel cranio di Veronica. Com’è romantico, si baciano. Finalmente si avanza sotto il portico, ci scrollano l’ombrello addosso, che teneri.
Al bancone della biglietteria, Veronica sfodera dal portafoglio il suo parco tessere e otteniamo un biglietto gratis e uno scontato! Veronica è una preparatissima e attivissima giornalista! Grande!
La mostra è stupenda e le riproduzioni sono curatissime! Tre attori, impersonando Caravaggio in diversi periodi storici, accompagnano il gruppo spiegando le opere e raccontando la vita dell’artista. Sono tutti attori molto bravi e il tempo vola via, l’attenzione viene catturata dall’inizio alla fine. La nostra, perlomeno… I due fidanzatini griffati si baciano, anche camminando.
E’ interessante capire la “storia” delle diverse tele, scoprire cosa Caravaggio ci comunica con i suoi capolavori, il suo disagio, la sua storia, la sua rabbia… cose che guardando da sola o anche con un libro non avrei apprezzato allo stesso modo.

Usciamo soddisfatte e ci concediamo una pausa con un caffè americano da 8,00€, sticazzi! Con rispetto parlando, comunque.
Il rientro non comporta rischi o avventure particolari; solo un attimo di depistaggio da parte del parcheggio che ci ha nascosto la Yaris… burlone, lui!
Sorpresa finale all’arrivo: Daniele, Mamo, Danilo e quella gamola di Nous hanno organizzato un pizza tutti assieme!

Ne avevo parlato qui:
http://fastimages.wordpress.com/2011/01/04/le-mostre-impossibili/


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