A novembre…


PhalenopsisPuntuali come la purga, a novembre, le mie orchidee iniziano a buttare fuori i loro bellissimi steli fioriferi. Ho una ventina di Phalaenopsis, una pantofola di Venere (Paphiopedilum) e un Cymbidium. Tutti questi nomi un po’ tecnici detti così pour parler, sono solo per presentare il mio parco orchidofilo!

Le mie preferite sono le phalenopsis, con loro ho sviluppato un buon rapporto e in casa ho delle “bestie”, non delle orchidee!!!

Ho un libro che descrive la tecnica corretta per il mantenimento, il rinvaso, la concimazione, ecc… ma non mi attengo molto a queste istruzioni, lo ammetto. In compenso, tutto ciò che faccio, funziona perché sono stupende!

Il nome phalenopsis deriva dalla forma del fiore che somiglia ad una farfalla: “Phalaena = farfalla” e “Opsis= simile”; nome  dato nel 1752 dal botanico Blume perché gli rammentava le falene tropicali quando spiccano il volo. Ma la scoperta di questo fiore risale a molti anni prima.

Orchidea piccolaLa phalaenopsis è una pianta epifita e/o litofita e si sviluppa generando foglie nuove dall’apice e perdendo le foglie più vecchie dalla base. Le foglie sono molto grandi, di verde intenso e molto vicine tra loro. Per la pianta sono vitali perché è l’unica parte che può immagazzinare l’acqua. Le radici sono numerosissime, ramificate e a volte grosse. Mi è già capitato di vedere le radici bucare le foglie oppure infilarsi e crescere sotto il vaso!

Amano il caldo. Penso che la temperatura ottimale sia sui 22°C, sotto i 16-17°C hanno freddo! Secondo me, se  la phalaenopsis cresce bene nel suo posticino della casa dov’è sistemata, è meglio non spostarla; nemmeno all’aria aperta durante la bella stagione. Ho notato che se sta bene dov’è è traumatico cambiarle la sistemazione. Amano comunque gli ambienti arieggiati ma non le correnti d’aria.

La luce deve essere abbondante ma non diretta.  Le mie preferiscono le zone della casa esposte a sud o a est. Ho i vetri specchiati e a loro piacciono un sacco! Altrimenti è meglio posizionarle dietro una tenda non troppo pesante che filtri i raggi diretti del sole.  Se hanno poca luce non rifioriscono.

Orchidea bianca e violaLe bagno una o due volte la settimana al mattino o nella pausa pranzo, mai alla sera. Il loro ambiente ottimale prevede una percentuale di umidità intorno al 70%. Visto che non posso organizzare un angolo di foresta pluviale in casa ho dovuto attrezzarmi diversamente!
Prima di tutto uso solo contenitori trasparenti  in plastica (se sono belli) o in vetro. Questo mi permette di controllare le radici, lo stato di salute della pianta e quando è il momento di innaffiare. Le radici sono molto felici di tutta questa trasparenza per svolgere la loro attività di fotosintesi.
Posiziono sul fondo dei sassi, sassolini, sabbia, cortecce… dipende cosa più mi piace anche a livello estetico, l’importante è che si tratti di materiale drenante. Così posso lasciare dell’acqua sul fondo per creare umidità senza che le radici ne rimangano a contatto. Il microclima è ideale. Uso del normale terriccio facile da reperire anche in cortile mescolato a cortecce. Non ho mai comprato osmunda o sacchettini di tericcio per orchidee già pronto.

Il mio fiorista di fiducia mi dice di nutrirle con un concime bilanciato con azoto, fosforo e potassio (N:P:K) in quantità adeguate al tipo di stagione.  Io, per questa storia della concimazione, non ho pazienza! Compro una bottiglietta di Gesal per orchidee e a cadenze assolutamente irregolari (cioè quando mi ricordo) ne diluisco un tappo nell’annaffiatoio. Sono felici ugualmente e me lo dimostrano, ecco.


Orchidea foglieOrchidea KeikiLe Phalaenopsis, in condizioni ottimali di luce, umidità e temperatura fioriscono anche più volte l’anno e le fioriture durano per parecchie settimane. La fioritura avviene prevalentemente nei mesi invernali, di solito da dicembre ad aprile anche se non esiste una regola generale in quanto sono piante alquanto bizzarre e fanno un po’ quello che gli pare. Le mie fioriscono tutti gli anni in questo periodo e i fiori rimangono fino a primavera. Il record l’ha raggiunto una delle piccoline che ha mantenuto la fioritura per un anno… pensavo fosse diventata un fossile!

Quando sfioriscono, alcuni “pollici verdi” recidono tutto lo stelo, altre scuole di pensiero dicono di tagliare al secondo internodo, altri  consigliano di lasciar fare a madre natura e di non tagliare lo stelo ma di lasciarlo seccare naturalmente. Le Phalenopsis hanno dei comportamenti non sempre prevedibili: a volte dallo stelo possono nascere dei nuovi rami, a volte può rifiorire oppure può nascere un keiki che altro non è che una nuova  piantina “figlia” che, una volta sufficientemente grande, può essere staccata dalla pianta madre ed essere rinvasata autonomamente.  Ho un keiki ma ho paura di ucciderlo staccandolo! Mi sembra che stia bene dov’è, quindi per ora starà lì con la sua mamma.

Proprio stasera mi è stata regalata una Vanda! Bellissima! Adesso parte la sfida per far diventare una “bestia” pure lei…!  :-)

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